2012/02 Ancora sulla data della lettera del 26.01.1910

    In un contributo scientificamente modesto quanto pieno di livore pubblicato nella rivista “Metafisica”, anno 2010 n. 9/10, stampato nel dicembre 2011 (Betraying de Chirico: la falsificazione della storia di de Chirico negli ultimi quindici anni), Paolo Picozza, prendendo lo spunto dall’uscita del saggio di Gerd Roos nel catalogo della mostra fiorentina di Palazzo Strozzi del 2010, e del nostro volume di Atti del Convegno di Studi sulle origini e gli sviluppi dell’arte metafisica (Milano, ottobre 2010), torna sulla ormai annosa, e direi stantia, questione della data della famosa lettera di de Chirico a Gartz del 26 gennaio 1910.
Avvalendosi del fatto che mancava finora una dettagliata risposta di Roos e Baldacci, che dimostrasse, con tutte le foto e gli argomenti possibili, che la data “1910” sulla suddetta lettera non poteva essere stata scritta che da de Chirico, Picozza ribadisce le sua errata lettura, e la sviluppa attraverso un florilegio di accuse, in parte ridicole e in parte offensive, secondo le quali il Presidente e il vice Presidente della nostra associazione agirebbero non solo in odio a de Chirico per screditarlo, ma “falsificherebbero” la sua storia per oscuri scopi e interessi personali (si veda la notizia seguente e la “Lettera aperta” inviata da Paolo Baldacci). L’eleganza dell’argomentazione è coronata da una piccola antologia di frasi e sentenze decontestualizzate, colte fior da fiore da scritti di varie epoche sia di Baldacci sia di Roos, le quali dovrebbero dimostrare al lettore che essi non hanno per de Chirico nessuna stima e nessun rispetto. La cosa si commenta da sola.
Baldacci e Roos, in verità, una dettagliata risposta a Picozza l’avevano scritta e annunciata, avendola inviata nell’ottobre 2009 al “Burlington Magazine” di Londra, rivista di grande diffusione internazionale. Essa non ha tuttavia visto la luce in quanto considerata dalla redazione troppo tecnicistica e forse anche troppo lunga. Con l’animo tranquillo, in quanto sapevano di avere ragione, Baldacci e Roos si sono poi dedicati ad altro, evitando di intestardirsi nel far fare cattiva figura all’amico Picozza. Ma hanno fatto male, perché chi  si è intestardito è stato proprio colui che aveva torto.
Premettendo che si tratta di un testo redatto oltre due anni fa, nell’autunno 2009, nel quale mancano  importanti sviluppi di cui si è poi trattato negli Atti del Convegno (le letture nelle biblioteche di Milano e Firenze e le osservazioni circa la data del disegno ispirato a Raffaello), riproduciamo qui, con la possibilità di scaricarlo, il saggio di Baldacci e Roos che con l’ausilio di poche foto dimostra in modo inequivocabile che la scrittura della data “Januar 1910” è di de Chirico e non della madre, e invita quindi il livoroso Presidente della Fondazione de Chirico a mettersi il cuore in pace.



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