2012/09 Un nuovo documento sulle origini della famiglia Chirico

Alla fine di agosto abbiamo ricevuto dalla dottoressa Heidrun Wurm di Amburgo la seguente lettera:

 

Egregi Signori,
avendo letto con molto interesse il contributo di Paolo Baldacci sulle origini e storia della famiglia  Chirico o Kiriko, pubblicato su Internet, vorrei comunicare al Signor Baldacci  le note su Luca Chirico fatte da Nicolò Theyls, interprete cesareo a Costantinopoli, in una lettera in lingua italiana dell'anno 1722.
Secondo il Theyls il padre di Luca era un napoletano bandito dal Regno e la madre una donna ebrea di Ragusa. L'autore della lettera  era un figlio di Willem (Guglielmo) Theyls,  primo interprete dell' ambasciatore olandese a Costantinopoli,  e di una donna greca. Nell'anno 1719 Nicolò fu ammesso nel servizio diplomatico cesareo dopo aver già servito la diplomazia austriaca per anni come confidente a Costantinopoli.
Quanto alla tradizione della famiglia Chirico di coltivare rapporti amichevoli con i Russi, questa risale al tempo di Pietro il Grande. Quando, nell'anno 1711, i diplomatici russi a Costantinopoli furono presi  in ostaggio dai Turchi, Luca Chirico [ in russo Kirikov] si comportò  da loro fedele complice (B.H. Sumner ,
Peter the Great and the Ottoman Empire. Oxford 1949, p. 65).
La storia della baronia e della particella nobiliare sembra inventata. Nelle ricerche storiche fondate su fonti archivistiche del tempo di Luca Chirico il suo nome e sempre citato senza la particella.
In breve  Luca Chirico era  un personaggio che in tedesco si  direbbe "sehr schillernd".

Con distinti saluti
Dott.ssa Heidrun Wurm
Paulsenplatz 3
22767 Hamburg


Successivamente, e a nostra richiesta, la dottoressa Wurm ci ha gentilmente inviato la trascrizione del documento e i riferimenti necessari. Una ricerca più accurata su internet ci ha poi permesso di appurare che la lettera di Thelys è riportata anche nel volume di Philip Pandely Argenti, Diplomatic Archive of Chios, Cambridge University Press, Cambridge 1954, pp. 922-923.

 

La lettera è conservata nell‘Haus-, Hof- und Staatsarchiv di Vienna, Staatenabteilung Türkei I, Karton 189 (1721 I – 1722 VI), Konvolut 3 (1722 Jänner – Juni), fol. 177v/178r.

 

Da una lettera di Nicolo Theyls, interprete della rappresentanza diplomatica cesarea a Costantinopoli, a Joseph Anton von Öttl, capo del dipartimento „in Turcicis et Ungaricis“ del Consiglio di Guerra a Vienna:

 

Io già con altra mia scrissi a V[ostr]o Ill[m]o del temperamento di questo S[igno]r Luca, che é un huomo senza honor, et senza religione. Il Padre di questo Chirico è Napolitano, che essendo bandito dal Regnio andò maritarsi a Ragusi, et sposo una dona Ebrea ; siche considerj V[ostr]o Ill[m]o che razza maledetta è q[uest]o Chirico, di esser nato da un bandito, et da una Ebrea. Q[uest]o S[igno]r Chirico tiene anche il Consolato di Ragusi, et fà il mercante in Compagnia di certj F[ratell]i Dandrea, che la loro ragione corre Dandrea, et Chirico; q[uest]a settimana passata la detta Compagnia fece una bancarotta di 160 borse di danaro, li fratellj Dandrea si sono nascostj q[uest]o Chirico essendo ricco non si nascose, et si diffende con dire che lui pro forma sollamente haveva prestato il suo nome alli F[ratell]i Dandrea, et con tutto ció, che il S[igno]r Amb[asciator]e d'Ingilterra lo protege niente di meno haverà di travagli.

Pera di Const[antinopoli] adij 5 Giug[n]o 1722