Opinioni

Le nostre motivazioni

Le ragioni che hanno portato nel 2009 alla decisione di costituire l’ Archivio dell’Arte Metafisica, tra i cui soci fondatori figurano personalità di assoluto rilievo della cultura e della società civile italiana, sono soprattutto quelle della difesa di una corretta informazione e della dialettica scientifica in un campo dal quale la migliore cultura universitaria italiana  si è da sempre tenuta lontana, scoraggiata da quella che Giuliano Briganti, in un memorabile scritto per il decennale della morte dell’artista, definì “ l’imbrogliata matassa che De Chirico ci ha lasciato in eredità”.


Questa “imbrogliata matassa”, che non è ora il caso di definire nei suoi dettagli e che sarà l’oggetto di una parte dei nostri studi, ha creato nel corso del tempo un incrocio di interessi che si è tradotto in questi ultimi anni in una sempre più fitta occupazione degli spazi editoriali, museali e giornalistici, nella divisione del piccolo mondo di chi studia questi argomenti, così importanti per la storia della cultura italiana del Novecento,  in ”amici” da una parte e “nemici” dall’altra, nel tentativo di isolare e di screditare con ogni mezzo chi si oppone a questo sistema difendendo la libertà di ricerca e di opinione e soprattutto il fondamentale principio che sta alla base dell’ attività scientifica e che impone il rispetto assoluto delle evidenze  documentali. Il “sistema” generato dalla controversa eredità morale e materiale di Giorgio de Chirico si è man mano allargato a tutta la storia artistica che lo riguarda, a quella della Metafisica e di suo fratello Alberto Savinio, a quella dei rapporti dell’artista con altre personalità e movimenti in Europa e in America, e alla stessa storia della cultura italiana durante il periodo fascista e nel primo e secondo dopoguerra.Ciò che appare evidente, dalle pubblicazioni, dalle mostre, dalle edizioni critiche che si succedono con ritmo ormai serrato, è una volontà di velare e mettere in ombra fatti e circostanze esaltandone altri, e soprattutto di adattare l’intera ricerca e ricostruzione storica a un’impalcatura agiografica predefinita che invece di favorire la comprensione dell’artista e del movimento da lui creato ottiene l’effetto di appiattire tutto nella mediocrità. 

  
Per reagire a questo stato di cose, l’ Archivio dell’Arte Metafisica ha deciso di dedicare molti dei suoi sforzi a far entrare forze nuove e giovani in questo ambito di studi, affiancandosi, con i mezzi di cui può e potrà disporre, ai dipartimenti universitari che sono il naturale luogo di reclutamento per garantire un futuro a una ricerca scientifica non servile nel nostro Paese.