Paolo Baldacci. PASSO E CHIUDO
La critica da me firmata dei due primi volumi del “Catalogo Generale” di Giorgio de Chirico (Notiziario 2015/11, con avviso sul GdA, novembre 2015) ha avuto come conseguenza una reazione isterica di Paolo Picozza, che ha ormai raggiunto vette indescrivibili nel rovesciarmi addosso, in modo anonimo e senza firmarsi, quintali di spazzatura ogni volta che mi azzardo a mettere in luce la mediocrità scientifica dei prodotti della Fondazione da lui presieduta. Una cosa del genere si può spiegare solo con l’inconscia paura di perdere il proficuo dominio esercitato ormai da venticinque anni.
Paolo Baldacci. IL NUOVO “CATALOGO GENERALE”: ALTERATE NELLA PUBBLICAZIONE LE SCHEDE FIRMATE DAGLI ESPERTI
Poco più di un anno fa, nel luglio 2014, commentando in questo Notiziario l’uscita del primo volume del nuovo “Catalogo Generale” di Giorgio de Chirico edito dalla Fondazione, annunciavamo che avremmo recensito più estesamente la pubblicazione nel successivo numero della nostra rivista “Studi OnLine”.
Paolo Baldacci. A PROPOSITO DELLA “ALLOCUTION À L’OCCASION DE L’EXPOSITION CHIRICO” DEL 3 NOVEMBRE 1918
L’Archivio dell’Arte Metafisica svolge da tempo, sotto la guida e il coordinamento di Gerd Roos, la raccolta, la verifica e il raffronto incrociato di tutti i documenti che riguardano direttamente e indirettamente Giorgio de Chirico, divisi per segmenti cronologici rilevanti: il periodo iniziale fino al trasferimento a Parigi (luglio 1911), il primo periodo francese 1911-1915, il periodo ferrarese 1915-1918, il periodo classico romantico 1919-1924, il secondo periodo parigino, e così via. Questo lavoro sta portando a risultati di eccezionale rilievo, che vanno di pari passo con la redazione di un vero Catalogo Ragionato Generale con precise schede storiche.
Watch Now
Fresh in Video
IN ASTA A NEW YORK UN DE CHIRICO DEL 1914 DICHIARATO FALSO DALL’AUTORE
Non possiamo che rallegrarci del fatto che la Fondazione de Chirico, negli ultimi tempi, abbia riconosciuto l'autenticità di opere che fino a ieri si ostinava a dichiarare false. Per due motivi: il primo è che da circa vent'anni noi dicevamo che erano autentiche, e come tali le avevamo pubblicate; il secondo è che il riconoscimento dell'autenticità di questi quadri, tutti di alta epoca, rende sempre più insostenibile, togliendole un puntello ogni giorno, la teoria della precoce falsificazione di de Chirico, addirittura risalente al 1926, finora sostenuta dalla Fondazione e contro la quale ci battiamo da tempo.
LE CASE D’ASTA, LA FONDAZIONE E I FALSI PERETTI
Renato Peretti, in arte "Reni", fu, tra il 1954 e il 1976, il più abile falsario di Giorgio de Chirico, e non solo. Egli stesso stimava di aver prodotto più di mille dipinti falsi, di varie firme, ma soprattutto di de Chirico, perché era il più costoso, il più vendibile e quello che ammirava di più.
Paolo Baldacci. CONCLUSIONE DEL PROCESSO BALDACCI. LETTERA DEL PRESIDENTE AI SOCI
Sono state depositate a fine luglio le motivazioni della sentenza della Corte d'Appello di Milano nel processo in cui ero imputato per ricettazione e vendita di quattro dipinti a firma de Chirico. I fatti risalgono, per quanto riguarda una prima opera, agli anni 1995-96, e per quanto riguarda le altre tre, agli anni 2000-2001.

