È noto che Giorgio de Chirico e Alberto Savinio, nella loro opera pittorica, hanno frequentemente fatto uso di quelle che Marco Sabbatini ha definito “immagini prefabbricate”. Ambedue non si limitano infatti a ‘citare’ accuratamente singole fonti visive di ogni genere – da quadri o affreschi dei più vari protagonisti della storia dell’arte, fino a libri illustrati dell’Ottocento, fotografie e incisioni o stampe di livello culturale alto e basso – ma estendono il concetto di citazione o appropriazione fino a comporre veri e propri “collages dipinti”, vale a dire assemblaggi di immagini prelevate dai più diversi contesti che vengono a costituire quasi l’intera composizione.

In questa sede intendiamo presentare – in ordine sostanzialmente cronologico e proseguendo la ricerca iniziata fin dai primi anni ’80 da Maurizio Fagiolo e Pia Vivarelli – una sorta di inventario o di “lessico” che vuole identificare tutti i modelli usati dai Dioscuri nell’arco della loro vita artistica.

Si tratta di un “work in progress” che è suscettibile di costanti e continui arricchimenti, sia aggiungendo nuovi files, sia completandoli e arricchendoli, sia sostituendone alcuni qualora richiedano aggiornamenti sostanziali.

Chiunque voglia partecipare a questa compilazione con suggerimenti, contributi o interpretazioni, è invitato a scriverci inviando le proprie osservazioni all’attenzione di “Gerd Roos – progetto fonti visive”, presso: info@archivioartemetafisica.org.

Gerd Roos

I.   1908-1919
II. 1919-1924
III.   1925-1931

Giorgio de Chirico e i « Gladiatori »

Alberto Savinio e la « Natura morta »

IV.   1932-1939

Giorgio de Chirico e il « Cavaliere frigio »

Giorgio de Chirico ed il cavallo

V.   1940-1967

Giorgio de Chirico e il busto femminile tra tipologia, mitologia e allegoria

Giorgio de Chirico e il volume Die Landschaften von Peter Paul Rubens del 1940

Giorgio de Chirico e la « Vita silente »